View Full Version : Settlers of Ganareth
Sualtan
11-03-2005, 11:55 PM
Background di gilda per SoG!
Per SoG abbiamo già le basi per il BG di gilda. Riprendiamo il BG definitivo e ci impersoniamo in un gruppo di nomadi che conservono il libro "codex of glee" senza però sfruttarne a pieno le potenzialità e senza renderlo pubblico.
Glee e il suo codica andarono perduti, finchè nel 6342,un gruppo di nomadi trovò il libro di metallo. Questi si erano insediati su una collina accanto alla grande foresta. Ricostruendo le case e ricoltivando il terreno circostatnte avevano rinvenuto il codice che era rimasto sepolto sotto le macerie di un piccolo edificio. Da allora i custodi del codice erano sempre diretti discendenti di quel gruppo di nomadi. Nel corso delle generazioni che seguirono il codice fù decifrato ma fino al giorno d'oggi mai reso pubbico. Forse nessuno si è voluto prenderne le resposabilità oppure nessuno ne aveva intuito l'esatto significato.
Non credo saremo molti quando partirà SoG, saremo 10 o 20 al massimo. Saremo tutti un gruppo di nomadi. Logicamente recluteremo altra gente nel corso di SoG che si implemeteranno nella comunità di nomadi. Alla fine di SoG Glee e il suo codice verrà conservato da un PnG (probabilmente simuleremo che la comunità di nomadi sia andata distrutta dai draghi e che solo pochi siano sopravissuti. Il libro "codex of glee" verrà cosi portato agli anni di DnL da un Png e cosi partiremo con la nostra gilda!
Ovviamente nel corso di SoG avremo la possibilità di valutare chi ha diritto di accedere al cerchio. Disponibilità e altruismo saranno la misura per gli aspiranti.
Consiglierei di non usare i nomi a voi più congeniali, cosi non avrete un avo che ha il vostro stesso nome in DnL!
Sualtan
11-03-2005, 11:56 PM
Viaggio verso Al-Drifa
racconto di gilda:Codex of Glee
Si era alzato il vento spazzando via la tempesta, che aveva fatto fermare la carovana. Il cielo cominciò ad aprirsi e una bieca luce si fece strada fra le nuvole. Parte dei compagni si erano rifugiati con i loro carri lungo i pendii di una collina, Saltuania e il resto del gruppo si erano appostati a bordo strada. La pioggia intensa aveva bagnato il fondo stradale e non erano più abilitati a continuare il viaggio quel giorno. Decisero quindi di accamparsi per la notte, trovando un luogo adatto dietro ad un aglomerato di rocce che sembravano delle fondamenta di un castello ormai dimenticato.
Saltuania ordinò a suoi uomini di preparare il campo mentre lei, accompagnata dai suoi fidati compagni esplorarono la zona circostante. Al tramonto del sole un fuoco era acceso al centro del campo e la gente cominciò a prepararsi per la notte. Come di consueto fu organizzato un turno di guardia. Il primo turno toccò a Gae e Klingo che iniziarono da subito appostandosi su di una roccia che sovrastava la prateria.
"Mancano pochi giorni di viaggio" disse Saltuania che si era appartata nel suo carro con Elowyn. "Al quarto giorno dovremmo essere arrivati ad Al-Drifa" rispose. "gli uomini sono stanchi; abbiamo subito troppi attacchi da parte dei draghi. Speriamo che da qui in avanti la strada sia libera". Elowyn ammiccò mentre si sistemò l'armatura di pelle. Aveva rovinato il bracciale all'ultimo attacco di un drago rimanendo leggermente ferito alla mano destra. "vado a controllare il campo" disse Elowyn che si apprestò ad uscire dal carro. Saltuania rimase immobile fra se e se guardando dritto fuori dalla piccola finestra.
La notte trascorse tranquilla. Ancora una volta il gruppo di nomadi erano stati graziati dagli dei. Presto avrebbero raggiunto Al-Drifa, potendosi finalmente riorganizzare per la lotta contro i draghi.
Sualtan
11-06-2005, 04:40 PM
Viaggio verso Al-Drifa (parte seconda)
Racconto di gilda: Codex of Glee
Continuando il viaggio, Saltuania e i suoi compagni giungevano in un ampio spazio aperto. Una distesa immensa di steppa. Le poche piante che vi crescevano erano secche e malmesse. La strada in questo punto era poco definita. Probabilmente poca gente negli ultimi mesi aveva percorso tale rotta. Avanzando fra i rovi e i cespugli, l’atmosfera era sempre più angusta. Il sole batteva forte sul terreno arido il che fece procedere piano la carovana.
Uno strano silenzio avvolse il convoglio. Una lieve folata di vento si alzò mettendo agitazione ai Codo che trainavano i carri. Gli uomini in coda si voltarono per scrutare l’orizzonte in cerca di chissà che cosa. Pochi secondi passarono e 2 draghi, lunghi almeno 200 piedi si abbatterono contro la carovana. Non erano affatto pronti ad un attacco simile ma con freddezza Saltuania ordinò ai suoi uomini di disporsi per la difesa. “Difendiamo il nostro onore e spazziamo via questi draghi”.
Il primo drago a raggiungere il convoglio travolse 2 carrozze incendiandone altrettante. Era solo il suo primo passaggio mentre l’altro drago affrontò la guardia di coda. Come un esercito militare, il convoglio si dispose ai bordi della strada, disperdendosi fra i rovi. Separandosi avrebbero avuto sicuramente più possibilità di vittoria e avrebbero impedito ai draghi di colpire più persone contemporaneamente.
Al secondo passaggio del drago (che sembrò più grande rispetto all’altro) i nomadi erano già pronti per una controffensiva. Partirono le prime frecciate le quali scalfirono appena il grande mostro. A questo passaggio si era visto bene il drago che aveva sul corpo tracce di combattimenti passati e aveva le ali straziate da buchi, probabilmente causate da delle frecce.
Nel frattempo più indietro, l’altro drago, un giovane esemplare di nemmeno 5 anni, aveva già fatto parecchie vittime. Una raffica di frecce indirizzate al giovane drago lo colpì in pieno. Altri nomadi si scagliarono contro di lui con lance e spade, infierendo sul corpo dilaniato dall’attacco a distanza. Ebbero la meglio sul drago più piccolo in pochi minuti mentre l’altro drago si apprestò ad un nuovo passaggio volante.
La guardia di coda si apprestò alla difesa mentre il resto del convoglio era già sotto attacco dell’imponente drago. Altre frecce volarono in direzione del drago. Al contrario del altro, questo era più resistente alle frecce e solo alcune si conficcavano nelle sue scaglie. Dopo l’ennesimo passaggio in volo, il drago si fermò a centro strada sputando fuoco da tutte le parti. Con gli artigli afferrò i carri e li lanciò contro i nomadi che continuavano a lanciargli tutto quello che avevano. I codo urlavano come indemoniati dal terrore, attirando l’attenzione del drago su di loro. Il drago spazzò via 2 di loro con la coda e un altro che era ancora incatenato al carro gli staccò la testa con gli artigli. Fortunatamente l’addestramento dei nomadi prevedeva la liberazione dei codo in caso d’attacco, in modo da poterli recuperare in seguito. Così parecchi codo si erano già dileguati fra i cespugli. Un attimo dopo il drago si trovò di fronte 3 uomini armati di lancia. Uno di loro riuscì a colpirlo dritto alla gola ferendolo mortalmente. Con un ultimo istintivo, disperato tentativo, il drago li carbonizzò con un soffio infernale. Il resto del gruppo si apprestò verso la carcassa del drago morente, infierendo con tutto quello che avevano di tagliente. In fine fu decapitato ponendo fine all’attacco.
Ripreso fiato, Saltuania ordinò ai suoi uomini di scrutare l’orizzonte in cerca di eventuali altri draghi. La scena non era affatto piacevole: corpi dilaniati e carbonizzati, urla di dolore provenivano dal bordo stradale. I carri erano persi, alcuni bruciato alcuni distrutti. Saltuania insieme agli altri curatori portarono le prime cure ai feriti. Il bilancio era tragico: 67 dei 112 membri del convoglio erano deceduti e dei rimanenti 5 erano feriti gravemente.
Decisero di fare un campo poco distante dalla zona dell’attacco. La gente raccoglieva quel che era rimasto dei loro beni, altri cercarono di recuperare i codo che erano sfuggiti alla devastazione. I corpi dei defunti furono ammucchiati e dopo una corta preghiera dati al rogo.
Erano momenti difficili per l’intera comunità. Non avrebbero potuto affrontare un altro drago nelle condizioni in cui erano.
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